February 8th 2026
08:02:40 PM

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February 8th 2026 08:02:40 PM |
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Reve |
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Come avevo detto già ad Ottobre la Pro sarebbe tranquillamente da quinto/sesto posto, anche tenendo in considerazione del livello pietoso del girone A, solo Vicenza e Brescia sono piú forti delle altre. Anche il Lecco terzo in classifica ha ampiamente deluso. Tornando alla nostra classifica, come diceva giustamente Gallione per colpa di Santoni abbiamo almeno 5 punti in meno di quelli che avremmo potuto avere, per aver schierato Clemente fuori ruolo per 20 partite, per aver insistito sul 4-3-3 anche in situazioni dove bisognava stare piú coperti, per aver tenuto troppo alto e poco coperto il centrocampo ecc ecc. Fortunatamente lo \"shampoo\" post Arzignano deve aver funzionato....:-) |
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February 8th 2026 06:45:00 PM |
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John |
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Ho visto campi migliori in Promozione... |
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February 8th 2026 06:39:14 PM |
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Bg.vals |
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Quando la Pro gioca con la mentalità giusta e senza paura va sottolineato. Bene cosi. |
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February 8th 2026 05:07:53 PM |
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GradinataSud |
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Mentalità giusta che se usata dall’inizio campionato ci avrebbe portato a una classifica migliore….mi ė piaciuto Perotti a destra, Satriano unica nota negativa |
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February 8th 2026 04:51:32 PM |
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Leonebianco |
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Oggi grandissima partita e vittoria strameritata.I punti di differenza in classifica non si sono per nulla visti,grande merito ai nostri di aver interpretato la gara in maniera intelligente,bravi tanto a colpire,quanto a coprirsi e a difendere 3 punti d\'oro.Peccato solo l\'espulsione di Satriano,unica nota stonata di una giornata praticamente perfetta. Ora proviamo a sgambettare anche il Vicenza,tra le poche squadre professionistiche a non avere mai perso fuori casa...ma anche l\'unica ad aver perso in casa,seppur in Coppa Italia,guarda caso,proprio contro di noi. Forsa Pro,avanti così! |
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February 8th 2026 04:41:32 PM |
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Supporter |
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Un\'ottima Pro Vercelli espugna Lecco attualmente terza forza del campionato. Una Pro come la vorremmo sempre vedere , lucida, concreta anche sfortunata con la traversa di Burrano. Molto importante e\' stato il progessivo ritorno in forma di Apka Akpro e Asane Sow. Le uniche note negative della giornata non sono imputabili alla Pro. La noiosissima gestione fvs che porta a spezzettare una partita e a portarla da 90 a 120 minuti. Un campo ridicolo e l\'assurda restrizione trasferta ai danni dei vercellesi. Chi segue sempre la Pro ovunque meritava questa soddisfazione dal vivo e non per tele. Ora mercoledì tutti al Robbiano per vedere la Pro contro la corazzata Vicenza, non abbiamo nulla da perdere, tentiamo l\'impresa tutti insieme. |
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February 8th 2026 04:39:19 PM |
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Ultimo |
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Abbiamo cambiato pelle. Siamo passati dalla manfrina “facciamo la partita noi, contro chiunque”, al vecchio gioco all’italiana: difesa solida e contropiede. Prima giocavamo bene, ora vinciamo. Io sono contentissimo, chissà se lo è anche Santoni. |
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February 8th 2026 04:35:48 PM |
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john |
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godoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo |
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February 8th 2026 04:35:40 PM |
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Reve |
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Pro EROICA oggi!!!! un plauso anche a Santoni, passato al più prudente 5-3-2 al 75esimo!! forsa Pro! |
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February 8th 2026 03:34:10 PM |
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Steve |
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Per il secondo tempo ho allertato il 118 |
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February 8th 2026 02:51:33 PM |
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Leopardo |
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Anche il portiere Del Favero è Asane O. Neanche in panchina |
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February 8th 2026 12:48:36 PM |
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Bg.vals |
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Furno e Huiberts paiono fatti di cristallo. Ricordano il mitico Petrella che giocava una partita per poi stare fuori un mese. |
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February 8th 2026 12:34:25 PM |
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Steve |
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Come al solito i fenomeni di tutto c sparano formazioni “a cazxo”….titolari furno e hiuberts (che sono a casa infortunati)Clemente…. |
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February 8th 2026 10:48:57 AM |
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Peru |
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Onestamente, per come la vedo io, tutte le tifoserie d’Italia dovrebbero unirsi per protestare contro queste decisioni assurde. |
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February 8th 2026 10:31:33 AM |
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Supporter |
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Ho trovato pure io un articolo sulla bellezza attuale del calcio, quello per intendersi seduti a vedere novanta minuti di noia, notare che parlano di serie A e che tale Desiervo con cognome appropriato sostiene che i tifosi in Italia non sono all\'altezza, loro i vertici e il livello del calcio italiano si. Per chi vuol leggere: Verona-Pisa, di venerdì sera: 0-0. 0.99 gli Expected Goals totali della partita. 0.09 gli xG del Verona dell\'esordiente Paolo Sammarco, 0.92 gli xG del Pisa dell\'esordiente Osca Hiljemark (dati Lega Serie A). 0 tiri in porta per il Verona in tutta la partita. 0 tiri in porta nel primo tempo per entrambe le squadre, il Pisa poi sale a 3 tiri in porta totali nel secondo tempo. \"Le tifoserie, tutte, si stanno dimostrando non all\'altezza di un campionato che ha questi risultati sul campo\", aveva detto l\'ad della Lega Serie A, De Siervo, parlando della violenza punita a seguito dei fatti che hanno accomunato diverse tifoserie. E invece la Serie A si dimostra all\'altezza dei tifosi? Una partita così brutta a cosa serve di venerdì sera? Perlopiù durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Lo spezzatino che a volte diventa più spezzatino ancora, a cosa serve? A chi piace? Certamente non ai tifosi. I veri colpevoli di questa noia tremenda, di queste brutture che siamo costretti a vedere e raccontare ogni weekend. In Italia sono i tifosi le mele marce di questo sport. In Italia sono i tifosi che stanno uccidendo questo sport. Tutta la colpa è sempre e solo dei tifosi. O no? La pirateria e la violenza, questo sta uccidendo il calcio, non un sistema vecchio come Matusalemme a cui nessuno, tra chi comanda, sembra tenere particolarmente e che nessuno vuole migliorare. È facile prendersela con i tifosi, chiudere stadi, aumentare i prezzi degli abbonamenti alle pay-tv. Tanto quelle mele marce, i cattivoni, alla fine vorranno comunque vederla la partita. Più diffiicile fare mea culpa, tra chi comanda, guardarsi negli occhi e provare a cambiare un calcio obsoleto, povero, senza più italiani forti e senza ambizione alcuna. I tifosi non sono all\'altezza di quello che offre questo campionato? E cosa offre questo campionato? Verona-Pisa 0-0 di venerdì sera? Grazie mille a tutti per questo bellissimo spettacolo. ✍ @salv_amoroso |
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February 8th 2026 06:13:35 AM |
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John |
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Il tifo americano non c\'entra una cippa in questa conversazione. Si può tifare, fare cori, portare bandiere per 90 minuti. Io parlo di cessi rotti, petardi che possono rovinare un giocatore, o guerriglia in città. Ultra liberi? E che significa? Liberi di cosa? Io non ho nulla contro nessuno ma tutto con chi fa violenza, in qualunque contesto |
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February 7th 2026 10:43:53 PM |
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Bg.vals |
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Atteso l’arrivo dei supporter azzurri, osservata la loro “deportazione” allo stadio (vorrei tanto aprire un altro capitolo della saga italica sulla gestione dell’ordine pubblico, una sezione intitolata “Tratta le persone come bestie e le persone si comporteranno da bestie” ma soprassiedo) posso anche io avviarmi verso l’impianto di gioco. Il “Piola” – intitolato all’omonimo, glorioso, calciatore di Pro, Novara, Lazio, Torino e Juventus, nonché della Nazionale (con cui vinse il Mondiale di Francia nel 1938) -, edificato nel 1933, è fiero custode di una storia quasi centenaria e sin da subito resto affascinato sia dai suoi esterni (purtroppo rovinati dalle gabbie di contenimento installate dalla pubblica sicurezza) che dalle sue tribune: attaccate al campo, strette tra i palazzi, basse e distanziate il giusto dal campo per la comodità di noi fotografi. Bello il murales realizzato dagli ultras sul cancello che delinea l’ingresso al loro settore. Quando mancano circa quaranta minuti al fischio d’inizio, decido di ritirare il mio pass e metter piede sul manto verde dell’impianto vercellese. Le suggestioni infantili, fortunatamente, non muoiono mai definitivamente, così una piccola vocina, remota, mi ricorda come sullo stesso terreno di gioco siano transitati mostri sacri del calcio italiano agli albori. Contestualmente gli ultras novaresi hanno fatto il loro ingresso, appendendo pezze e striscioni dei gruppi lungo la recinzione. A ridosso del fischio d’inizio sarà anche il turno dei padroni di casa, che entrano inscenando un piccolo corteo, dopo aver cominciato il rituale scambio di insulti con gli avversari. Come detto questo è un derby antico, una rivalità tra le più longeve del Belpaese. Un campanile che per anni ha riguardato anche le partite di hockey, laddove non mancavano colpi proibiti in campo, ma soprattutto sugli spalti e per le strade. Era ovviamente un’Italia diversa, molto più violenta e abituata alla violenza rispetto a quella perbenista, lagnosa, supina e bacchettona di oggi. Non che si voglia fare apologia della violenza stessa, ma è per sottolineare ancora una volta la totale sproporzione di taluni provvedimenti! Immortalo la gigantografia di Piola e mi soffermo nell’osservare la scritta che accomuna Pro Vercelli e Palmeiras. Scritta suffragata dalla presenza dei supporter paulisti tra gli ultras piemontesi. Un’amicizia legata a una storia antica, vecchia quasi quanto il calcio. Era il 1914, infatti, quando la Pro, assieme al Torino, affrontò quaranta giorni di viaggio transoceanico per raggiungere il Brasile e affrontare una tournée alla quale assistettero molti immigrati italiani. Un evento cruciale per pompare l’entusiasmo generale e far nascere la Sociedade Esportiva Palestra Italia, che qualche anno dopo diventerà Palmeiras. Storie e legami che solo il calcio può creare e narrare, soprattutto se si pensa alla distanza tra Vercelli e San Paolo e a quanto queste due comunità, nella vita di tutti i giorni, non avrebbero avuto nessuna possibilità di entrare in contatto. Sempre un peccato che al cospetto della magia che questo sport e il suo pubblico sono in grado di creare, ci siano burocrati e faccendieri ormai disposti alla sua rovina e alla sua fagocitazione vorace. Tornando a noi: quando le due squadre fanno il loro ingresso in campo, alla mia destra i novaresi si mettono in mostra con una bella sciarpata, colorata da diversi fumogeni. Mentre la Ovest, che ancora si sta riempiendo, esibisce un telone con la scritta Ultras e la frase “In ogni stadio, in tutte le città” esposta in balaustra. Una delle partite più sentite del Girone A è ufficialmente iniziata e con essa lo spettacolo delle opposte fazioni. Ancora prima di scendere nei particolari del tifo, voglio sottolineare uno degli aspetti che forse ho più gradito e che, ammetto, non mi aspettavo in forma così preponderante: il risentimento, l’odio sportivo e campanilista, l’antipatia e l’astio che per novanta minuti le due tifoserie si mostreranno. E non parlo solo di ultras, ma anche di comportamenti dei tifosi teoricamente più “pacati” nelle due tribune. Improperi, cattiverie verbali, insulti che affondano negli stereotipi, gestacci ed esultanza liberatoria al gol e alla vittoria finale vercellese, sono ingredienti a dir poco imprescindibili e, per quanto mi riguarda, magnifici. Il politicamente corretto scompare tutto d’un tratto. E forse anche questa è una delle ragioni per le quali i tifosi verranno successivamente puniti. Oggi la linea sembra chiara: comportati bene, non aprire bocca per dar fiato ai tuoi istinti, nemmeno in uno sfogatoio quale è sempre stato lo stadio. Praticamente una società di gente totalmente rimbambita e fintamente educata! Capitolo tifo: come detto in precedenza, l’obiettivo era quello di cancellare il ricordo non proprio ottimale di qualche anno fa. E devo dire che la cosa riuscirà appieno. Le due tifoserie non solo si danno strenua battaglia per tutti i novanta minuti, ma, per quanto mi riguarda, sono anche autrici di belle prove corali, riuscendo sempre a colorare i settori con bandiere e stendardi. Peraltro sono due realtà che nella mia vita ho visto davvero raramente, quindi a maggior ragione avevo voglia di capirne vizi e virtù. Sui novaresi mi sento di dire che questo corso ultras stia facendo un buon lavoro in termini di approccio allo stadio e seguito: molto bravi i lanciacori a posizionarsi lungo la recinzione, nel tentativo di coinvolgere quasi tutti i circa seicento presenti. Bella anche la sciarpata eseguita nel secondo tempo e ottime le tantissime manate durante la sfida, tratto stilistico che a me piace sempre molto in una tifoseria. Su fronte vercellese anche c’è poco da appuntare. I ragazzi della Ovest si sbattono alla grande, riuscendo a coinvolgere quasi sempre gran parte del settore (cosa mai facile e scontata in partite dove i numeri abituali raddoppiano) e accendendo la contesa con un paio di striscioni diretti ai rivali e seguiti dai classici cori di sfottò. Nota di merito per aver tolto, all’intervallo, lo striscione della scenografia, appendendo quelli dei gruppi. Sembra un’inezia, ma in molti non attuano più questa pratica, secondo me sbagliando. Va bene l’importanza della scenografia, ma lo striscione è l’identità e la facciata di un gruppo, soprattutto in un derby è bello ostentarlo e mostrarlo a giocatori e avversari. In campo è un gol di Akpa-Akpro a regalare il successo alle Bianche Casacche. Una vittoria che bissa quella ottenuta all’andata, regalando così ai vercellesi il double nella sfida più sentita dell’anno e mandando letteralmente in visibilio i presenti. La squadra rimarrà a lungo sotto la Ovest a festeggiare, cantando e saltando in un ideale abbraccio tra calciatori e ultras. Umore diametralmente opposto tra le fila gaudenziane, con i giocatori che provano ad avvicinarsi ai tifosi, venendo però rispediti prontamente al mittente con gesti eloquenti. La posizione in classifica preoccupa gli azzurri e la scon***** odierna non può che lasciare importanti strascichi. A questo punto, scattate le ultime istantanee di giornata, non resta che riprendere baracca e burattini e avviarsi nuovamente verso la stazione. E indovinate un po’ chi c’è in attesa del treno? I temibili ultras! Una signora, guardandoli arrivare dal vetro della sala d’attesa esclama: “Ma guarda te, una città bloccata per una partita di calcio!”. Penso di aver sentito più volte questa frase in vita mia di qualsiasi altro epiteto o riflessione. Il “bello” è che l’atteggiamento delle forze dell’ordine è simile a chi sta attendendo l’arrivo di migliaia di manifestanti in occasione del G8. Cosa del resto comprensibile quando non si è più abituati neanche a fare il minimo sindacale in tal senso. Saliamo tutti sul convoglio che ha come destinazione finale Milano e la cosa che più mi avvilisce sapete qual è? Non sono ragazzi un po’ su di giri che ridono, scherzano e si lasciano andare a qualche battuta stupida. Mi avvilisce vedere come ormai non ci sia neanche più una persona in grado di due risate di fronte al cazzeggio gratuito, ma ci siano solo giudizi morali e scandalizzati. Siamo lentamente digradati verso la tristezza e la serietà cronica, una roba davvero triste e castrante. Segno evidente di quanto tutte le idiozie costantemente narrate da media e politici abbiano permeato gran parte degli italici cervelli. Persone che guardano questi ragazzi come mostri a tre teste e che, forse inconsciamente, mettono nero su bianco quello che gran parte della nostra classe dirigenziale vuol far passare: i ragazzi, soprattutto se tifosi, manifestanti, creativi e dotati di un cervello, devono essere il nemico pubblico numero uno. Quindi vanno arginati, emarginati, combattuti e stigmatizzati. L’Italia odia tutto ciò che fuoriesce dalla sua morale da quattro soldi! Finisce così il mio Derby delle Risaie. Probabilmente l’ultimo con entrambe le tifoserie. Probabilmente l’ultimo al quale è valsa la pena assistere! Simone Meloni |
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February 7th 2026 10:35:43 PM |
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Bg.vals |
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Tratto da Sportpeople net PRO VERCELLI-NOVARA: NON C\'È NULLA DI BELLO NELLA VOSTRA MORALE DA QUATTRO SOLDI! Ormai risulta sempre più difficile realizzare una cronaca senza dover prima analizzare qualche stramba, ridicola e vergognosa decisione degli organi (in)competenti relativa a divieti, sanzioni collettive e campagne mediatiche infamanti che non solo poggiano sul nulla, ma che nessuno sembra interessato a voler smentire. La notizia dell’ennesimo divieto fino al termine della stagione – stavolta nei confronti dei tifosi novaresi – e di quello fino alla fine di febbraio – ai vercellesi – getta ulteriore benzina sul fuoco a un modus operandi che ormai non solo non si nasconde più, ma ha completamente gettato la maschera dichiarando il suo obiettivo: azzerare le trasferte, colpire nel mezzo, in modo indiscriminato, facendo leva sulla mala informazione, la pregiudizievole caccia alle streghe e un clima di totale schizofrenia nel quale non si riesce più a ragionare per logica, ma si va avanti con scelte draconiane degne dei Paesi più retrogradi e anti-libertari (scusate se butto in mezzo il concetto di libertà, so che ormai per molti è un qualcosa di relativo). Cosa sia successo di così scabroso prima, durante e dopo questo derby probabilmente resterà un mistero irrisolto. O meglio: punito senza neanche approfondirlo. Il problema sono state alcune bombe carta lanciate in stazione dai supporter azzurri? Eppure parliamo di una stazione, luogo dove in ogni angolo ci sono telecamere e dove, soprattutto, a fronte di 150 tifosi giunti in treno c’erano almeno una sessantina di agenti e funzionari a vigilare, a cosa serve punire tutti se, come immagino, i fatti sono conclamati? Il problema sono i pullman dei novaresi fatti passare a due passi dal ritrovo degli ultras vercellesi (come sempre logistica “impeccabile” eh…!), o il problema sono i cori contro allo stadio, che sempre si sono fatti e sempre si faranno? Sembra quasi che certi documenti, quelli utilizzati per vietare e restringere la libertà di movimento dei tifosi, siano scritti ancor prima di alcune partite. Sembra – ma sembra solo eh, qua non si fanno complottismi – che non si aspetti altro che una gara storicamente un po’ tesa per poi far man bassa e inibire fino al termine della stagione o per qualche settimana. Un po’ come se l’occasione facesse l’uomo (ehm, il Ministro?) ladro. Il tutto si trasforma in un polverone mediatico (e i “maestri” di certa informazione sono, come sempre, i primi a soffiare su certi provvedimenti) volto più a “buttarla in caciara” che altro. Un giorno lor signori ci spiegheranno come mai, tutto d’un tratto, le parole “prevenzione” e “gestione” sono state totalmente abolite dal loro dizionario. Ma forse la risposta è sotto gli occhi di tutti: tra poco non serviranno più dato che si avranno settori ospiti perennemente vuoti. Proprio come avviene in alcuni Paesi “notoriamente” culla di sviluppo, modernità e civiltà…sic! Vorrei mettere l’emoticon del clown, ma risulterei fuori luogo! Eppure attorno a questo derby troppo ci sarebbe stato da dire. Persino da parte di Questura, Prefettura, Osservatori Voyeristi e lacchè di corte. Se si fosse data la giusta dimensione al tutto, anziché evidenziare qualche comportamento sopra le righe, si sarebbe evidenziata la bella cornice di pubblico, il colore delle due tifoserie, lo stadio che ribolle passione e sfottò e la linfa di una sfida tra le più sentite e longeve del nostro Paese, che affonda le proprie radici nelle origini dell’italico calcio e in quel Quadrilatero calcistico piemontese che, all’inizio del secolo scorso, era alla base del nostro sport nazionale, con le sue rappresentanti (Pro Vercelli, Novara, Alessandria e Casale) a scriverne pagine gloriose. Gli scrivani ministeriali e i “giornalettisti” che si eccitano all’emanazione di talune veline, avrebbero fatto più bella figura nell’evidenziare come questo genere di partita riesca ancora a scavare nei cuori e nella passione della gente, malgrado si disputi in una categoria dove la penuria tecnica e competitiva la fanno da padrone incontrastate. Ma invece tutto quello che di bello c’era da dire e scrivere è stato vergognosamente fagocitato da due o tre notiziole che anni fa, quando ancora eravamo un Paese semi-normale e non in preda all’isteria collettiva della “sicurezza” (che nelle stanze dei bottoni quasi sempre si traduce in repressione/oppressione/atti liberticidi), sarebbero state declassate in un trafiletto dei giornali di provincia. Farei davvero a meno di questa vena polemica al sabato mattina, mentre fuori dalla mia finestra nasce una giornata apparentemente di sole e tutto lascia presagire al “sabato qualunque” cantato da Sergio Caputo qualche anno fa. Ma è veramente difficile girarsi dall’altra parte e rimanere impassibili di fronte a bugie, esagerazioni, pene collettive (la moda vomitevole del momento) e considerazioni da quattro soldi. Eppure io questo derby me lo ero prefissato da tempo. Oserei dire da anni, considerato che la scorsa stagione mi saltò proprio all’ultimo momento, causa spostamento da domenica a lunedì e boicottaggio della trasferta da parte degli ultras novaresi. Inoltre con questa partita avevo un “conto in sospeso”. Anni fa ebbi modo di vederla in quel di Novara, ai tempi della B. Si giocava di venerdì sera e questo, probabilmente, ne rovinò gran parte dell’atmosfera. Poca gente e molto freddo. Peraltro, essendo cadetteria, mi dovetti accontentare di sedermi in tribuna stampa, aspetto da non tralasciare quando si devono giudicare le tifoserie. Un conto è sentirne canti e respiri dal manto verde, un altro dalle lontane e spesso asettiche tribune. Insomma, era d’uopo dargli un’altra possibilità, stavolta dall’altra parte del Sesia. Arrivo a Vercelli con la città letteralmente avvolta nella nebbia, cosa che un po’ mi fa preoccupare ricordando una mia recente esperienza in Croazia, a Pula, dove il derby con il Rijeka è stato rimandando dopo neanche dieci minuti a causa di un “nebbione” che non permetteva di vedere neanche a mezzo metro di distanza. Fortunatamente le cose andranno meglio e, a parte una foschia gradevole che ben si confà alla zona geografica e alla storia di queste due città, con il passare delle ore la visibilità migliorerà nettamente. Lasciando tuttavia spazio a una umidità pazzesca. Ma anche in questo caso: se non ci sono freddo e umido in quel di Vercelli, a fine gennaio, dove dovrebbero esserci? Ricapitolando: Derby delle Risaie alle 14:30 di domenica, freddo, foschia, trasferta degli ospiti in treno e buoni numeri che si preannunciano su ambo i fronti. Cosa volere di più? Repetita iuvant: sarebbe molto più sano e costruttivo evidenziare tutto ciò! Per me si tratta della prima volta a Vercelli, pertanto mi concedo anche un piccolo giro nel suo grazioso centro storico, non prima di aver fatto colazione con i biscotti i tipici biscotti locali: i bicciolani. Saltando dalla Basilica di Sant’Andrea a un paio di musei dove la storia cittadina è spiegata in modo egregio, ho modo di apprezzare il bagaglio culturale di un luogo che può vantare origini lontane, risalenti ai celti e succedute da un importante sviluppo in epoca romana, quando la città assunse il nome di Vercellae. Dopo la caduta dell’Impero romano, Vercelli assunse un ruolo centrale, soprattutto come sede vescovile. Nel decimo secolo divenne un notevole centro religioso e culturale e nel 1228 fu fondata l’Università di Vercelli, una delle più antiche d’Europa. Tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo fu un libero comune, coinvolto nelle lotte tra guelfi e ghibellini. Successivamente passò sotto il controllo di diverse signorie, tra cui i Visconti di Milano e i Marchesi del Monferrato, fino a entrare stabilmente nei domini dei Savoia nel quindicesimo secolo. In età moderna Vercelli ha mantenuto un ruolo strategico e militare, dotandosi di fortificazioni. Nell’Ottocento ha partecipato attivamente al Risorgimento e, dopo l’Unità d’Italia, si è sviluppata soprattutto grazie all’agricoltura risicola, diventando uno dei principali centri europei per la produzione del riso. Allo sviluppo economico del Novecento, come noto, corrispose anche l’esordio e la gloria della sua squadra calcistica, fondata nel 1892 come società ginnica e impegnata nel football qualche anno dopo, grazie a un gruppo di giocatori quasi tutti vercellesi che, tra il 1908 e il 1922, vinsero i celeberrimi sette scudetti, ancora oggi celebrati da un telone che sovrasta la Curva Ovest, il cuore pulsante del tifo eusebiano, e dagli altrettanti tricolori posti sulla sommità della tribuna centrale. Il club – purtroppo fallito nel 2010 e ripartito con il titolo di un’altra squadra cittadina, la Pro Belvedere, che ne assorbirà titoli e tradizione sportiva trasformandosi nell’attuale sodalizio – dopo i fasti di inizio secolo scorso, ha conosciuto perlopiù moltissima Serie C, con l’eccezione di quattro campionato di B disputati a cavallo tra il 2012 e il 2018. Da ex appassionato del calcio che fu, devo ammettere che ogni qual volta mi sia trovato nella casa di questi sodalizi storici, che da bambino leggevo con immane curiosità sugli almanacchi, nelle serie minori, fantasticando sulla loro storia passata, ho provato una certa emozione. Da bambino ho spesso sognato di veder mia squadra del cuore giocare almeno una volta – magari in un turno preliminare di Coppa Italia – al “Silvio Piola” di Novara o Vercelli, al “Moccagatta” di Alessandria o al “Natale Palli” di Casale. Mi sono dovuto “accontentare” di altre partite (fatta eccezione per un Novara-Roma realmente giocato in A, ma che tendo a non menzionare dato che avvenne nel pieno periodo della lotta alla tessera del tifoso e quindi senza trasferte), ma va bene così! Atteso l’arrivo dei supporter azzur |
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February 7th 2026 10:12:03 PM |
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Bg.vals |
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Se sputi nel calcio ti bloccano per tre trasferte. Se distruggi tutto in un corteo inneggiando a un qualsiasi paese del mondo con una qualsiasi bandiera sei giustificato. Se invece fai un corteo con la bandiera del tuo paese sei un razzista fascista. Poi ognuno pensi come vuole. Andiamo pure a vedere il calcio tutti seduti con la scritta applausi facendo a gara a chi mangia più alette oppure hot dogs e annoiandoci mortalmente. Ultras liberi. |
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February 7th 2026 09:50:18 PM |
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John |
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... E questo giustificherebbe la violenza nel calcio? |
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